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La Chiesa ce l’ha Amorth con lo Yoga. E con Harry Potter, of course. di Carlo Pizzati

“Mi piace il vostro Cristo,
non mi piacciono i vostri cristiani.
I vostri cristiani sono così diversi
dal vostro Cristo.”
Mahatma Gandhi, jainista.

“Lo yoga è opera del diavolo”.
Padre Gabriele Amorth, professione esorcista, ha ragione.
Inutile dargli tutti addosso solo perché ha quel nome, quella faccia e quel lavoro.

Se il tuo mestiere è fare l’esorcista, è giusto che tu indichi dove, a tuo parere, si nasconde Satana. La password per capire come mai le dichiarazioni dell’esorcista della Diocesi di Roma fanno tanto scandalo, è in quel “nasconde,” che indica la natura occulta di Satana.

Dove si rintana Satana è la preoccupazione primaria del prete paolino che ha 86 anni e poco da perdere, essendo già sopravvissuto a più di 70 mila esorcismi. “Dal Demonio ho avuto tante minacce, ma mai nessun danno,” ha detto: cosa che a una mente laica potrebbe indicare che sono tutte sue fantasie e che sente le voci. Ma gli anatemi del fondatore e presidente onorario dell’Associazione Mondiale Esorcisti hanno un fondamento teologico e vanno presi sul serio.

Cos’ha detto di tanto strano The Exorcist?

“Le pratiche orientali apparentemente innocue come lo yoga sono subdole e pericolose. Pensi di farle per scopi distensivi, ma portano all’induismo. Tutte le religioni orientali sono basate sulla falsa credenza della reincarnazione.” Questo potrebbe bastare come effetto comico, penserete voi, ma Amorth ha aggiunto che anche il maghetto di Hogwarth ha i suoi connubi luciferini: “Harry Potter porta alla magia e quindi porta al male. Anche in Harry Potter il demonio ha agito in maniera nascosta e furba, sotto forma di poteri straordinari, magie, maledizioni.” Quindi se pensi di rilassarti facendo yoga e leggendo Harry Potter, sei fritto (da Satana).


Lasciamo perdere la spietata concorrenza tra magia e miracoli cattolici, non è certo questo a causare l’ “apostasia silenziosa” denunciata a suo tempo da Papa Wojtyla: l’emorragia inarrestabile di vocazioni, pratica e sacerdoti dalla Chiesa Cattolica. Ma arrivare a dire che lo yoga porta all’indusimo, questa è una contorsione logica che può essere scusata solo con il fatto che forse  padre Amorth non sa di cosa sta parlando. Nonostante questo, che l’induismo a suo avviso sia satanico merita d’essere spiegato perché tocca un nervo religioso ed etico importante.

Padre Amorth, come gli altri Fondamentalisti Cristiani, ritiene che credere nei fenomeni della reincarnazione come fanno gli induisti equivalga a cadere negli inganni del diavolo perché il cristianesimo sostiene l’esistenza di una divisione tra il Bene e il Male, afferma che Dio è lassù nell’alto dei cieli, un’entità separata dall’essere umano, mentre secondo la visione advaitica dell’induismo, la più diffusa e conosciuta, non esiste una divisione tra il Bene e il Male, come non esiste divisione tra esseri umani, animali, cose e la Divinità.

A-dva, “non-due”, ovvero “tutto è uno”. Tutto in realtà può essere definito come un unico Spirito che s’incarna in diverse identità e poi si re-incarna fino a quando riesce a ricordarsi di essere quell’Unico: l’illuminazione. Come la non-violenza, ahimsa, è la negazione della violenza, così l’advaita è la negazione della dualità. Non c’è Bene e Male, tutto “è” e basta, e soprattutto tutto è Dio, o meglio tutto è Consapevolezza Assoluta. I primi testi vedici, però, non parlano di Divinità, ma di Energia, e descrivono soprattutto il fatto che nulla di quello che i nostri sensi sperimentano esiste davvero, tutto è illusione, Maya. L’unica cosa che esiste e l’unica cosa che siamo, secondo i testi vedici alla radice dell’induismo, è Consapevolezza Assoluta.

Il demonio, dice l’esorcista della diocesi di Roma, ama nascondersi e l’induismo, negando che il Male sia scisso dal Bene, secondo lui fa proprio questo, asservendosi così a Satana le cui armate cornute e codute ora tentano di penetrare l’Occidente cristiano facendo sudare i credenti sui tappetini delle palestre di mezzo emisfero. Non più solo alcol, droga, sesso sfrenato, bugie e imbrogli: ora Satana si scatena facendo la “posizione di loto”.

Non scherza, Amorth, fa sul serio, forse corroborando le sue tesi con il fatto che per alcuni satanisti lo yoga kundalini genera la bioelettricità, che altro non sarebbe che una sorta di super-energia diabolica, il “ki,” il prana, l’aura, lo spirito, il potere delle streghe (qui anche i satanisti fanno un po’ di confusione).


Ma allora, seriamente, citiamo il documento “Nostra Aetate” del Concilio Vaticano II in cui si descrivono le pratiche meditative del buddismo e dell’induismo come “vie per superare l’inquietudine del cuore umano”. E’ sempre la Chiesa a dirlo. Non occorre scomodare il filosofo Panikkar, che diceva d’essere diventato induista e poi buddista senza mai smettere d’essere cristiano. Questa è una visione troppo sincretica per “The exorcist” Amorth. Ma anche Madre Teresa di Calcutta, che si è guadagnata onore cristiano sul campo, ha sempre cercato di trovare la sintesi tra cristianesimo e induismo. A proposito di reincarnazione, lo stesso Sant’Agostino nelle “Confessioni” solleva dubbi interessanti: “Non ho vissuto in un altro corpo prima di entrare nel seno di mia madre? Quando, Signore, io ho peccato? Quand’ero nell’utero di mia madre o prima ch’io fossi?”
Nonostante il concetto di reincarnazione sia stato ripudiato dalla chiesa cristiana nel Sinodo di Costantinopoli del 553, tra i Catari e gli Albigesi della Linguadoca in seguito riaffiorò l’idea (furono massacrati anche per questo), e oggi la Chiesa Cattolica Liberale, la Chiesa Unitaria, i Movimenti spiritualisti Cristiani e i Rosacruciani sostengono di credere alla reincarnazione, senza temere di passare per satanisti. E anche nella Qabbalah ebraica si descrive il Ghilgul, una forma di reincarnazione.

L’anatema di Amorth, quindi, potrebbe nascere da un ragionamento non condivisibile, ma comprensibile, se non fosse che si basa su una premessa che per chiunque abbia praticato gli asana di Patanjali è ridicola, è cioè che lo yoga porta all’induismo.
Patanjali inventò lo yoga come pratica per una vita più sana che conduceva, sì, alla “Divinità interiore,” ma per essa intendeva quell’energia vedica che non si personalizza in una divinità indù, ma esprime un concetto metafisico accettabile per ogni religione. Le vie dello yoga portano a un senso di rilassatezza, ma attraverso quella “meditazione, concentrazione, devozione e ascetismo” che piaceva tanto, nell’induismo e buddismo, anche a Papa Giovanni Paolo II, come disse nell’81 in un suo discorso sul tema all’auditorium di “Radio Veritas”.

Patanjali è considerato il massimo studioso di uno dei quattro Yoga di base, o sentieri per raggiungere l’unione con la Consapevolezza Assoluta. Gli insegnamenti che ha trascritto e che fino ad allora erano stati tramandati oralmente risalgano ad almeno 10 mila anni prima della nascita del messia cristiano. I suoi “sutra” incitano a seguire otto stadi attraverso i quali raggiungere l’illuminazione, la comunione totale con il divino: non violenza, sincerità, non rubare, castità, non avidità, pulizia, l’accontentarsi, austerità o fervore nel lavoro, ricerca interiore e la resa al Signore in tutte le nostre azioni. Sembrerebbero in realtà le stesse regole di quei bacchettoni dei Fondamentalisti Cristiani.

Cosa ci sia di Satanico in tutto questo non è chiaro. Se poi in alcune scuole di yoga si siano abbinati mantra e insegnamenti che portano ad altri aspetti della cultura indiana attraverso l’iconografia religiosa, i piccoli Ganesh, gli Shiva, il simbolo sanscrito dell’Aum, questo è un altro discorso. Ma che lo yoga porti all’induismo resta da dimostrare.

I monaci benedettini che in Italia e in India hanno scuole di yoga non si riconoscono sicuramente negli anatemi fondamentalisti di Amorth. E non credo che adesso le nuove scuole del Christian Yoga – che per ogni posizione del corpo hanno trovato nomi e situazioni più evangeliche – bruceranno i loro tappetini di gomma in tanti sacri autodafé.

Si calcola infatti che in America siano quasi 20 milioni gli yogini che praticano regolarmente, se non di più, e circa 100 mila gli istruttori che insegnano in 20 mila palestre. In alcune, però, s’insegna solo il Santo Yoga che incita a “praticare con intenzione cristiana” in omaggio a “Nostro signore che sei nei cieli”. Così sono nati centri per il Yaweh Yoga il cui slogan è “trova il tuo centro con Cristo” e le posizioni sono quelle di Patanjali, ma con “un’altra intenzione.”

Forse questo è uno yoga che andrebbe bene a padre Amorth, tanto che non si chiama nemmeno yoga (che significa “unione” in sanscrito), ma “movimenti in preghiera,” Praise Moves. La sua inventrice, Laurette Willis, è un’ex insegnante di yoga pentita che ha mantenuto alcuni degli effetti delle posizioni yoga, purgandoli dalla “capacità di trasformare in indù chi le segue”. Nel suo manifesto cita addirittura un passetto della lettera di Paolo agli Efesini in cui scrive che Satana è il “principe della potestà dell’aria” (Efesini 2:2) e che quindi la respirazione yoga del pranayama è davvero satanica.
Così la Willis ha inventato nuovi nomi per le posizioni, e ad ognuna ha abbinato un passetto della Bibbia da ripetere a memoria durante ogni posizione. C’è la posizione che imita una lettera dell’alfabeto ebraico, poi “l’Altare” che equivale a una flessione a terra, e infine “Il Crocefisso” con le mani aperte verso il Dio Onnipotente, e non congiunte verso quei “falsi idoli” indù.

Ecco uno yoga, pardon, dei “movimenti in preghiera” (cristiana) che passerebbero la censura di padre Amorth. Ma che qui, forse, troverebbero qualche adepto solo tra gli iscritti di Comunione e Liberazione.

Amen.

(@ Carlo Pizzati 2012)

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3 thoughts on “La Chiesa ce l’ha Amorth con lo Yoga. E con Harry Potter, of course. di Carlo Pizzati

  1. Intervento degno di essere condiviso. Sull’argomento in di cui scrivi
    non molto tempo fa ho letto moltissimo, ma penso che meriti ancora più approfondimento.
    bye

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