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Gli immigrati dell’Ukip che vogliono “tirar su la scala” (per “il Fatto Quotidiano”)

Lukip posterONDRA – Saranno proprio i figli degli immigrati a decretare il previsto successo elettorale del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito alle Europee? L’Ukip si è presentato alle elezioni locali ed europee convinto d’aver attratto il voto di quegli immigrati di seconda generazione che, come si dice qui, vogliono “tirare su la scala.”

La metafora della scala si riferisce agli immigrati arrivati qui tra gli anni ’50 e ’70 e, affrontando un razzismo ben più violento di quello attuale, hanno raggiunto prosperità e ricchezza, ma che adesso vogliono “tirare su la scala” per non consentire alle nuove ondate migratorie di far parte della ripresa economica britannica, applicando una politica di emigrazione più severa.

Insomma, uno scenario già visto in Italia con quell’elettorato leghista meridionale nella Milano dell’ex sindaco Albertini oppure quello zoccolo di elettorato di origini algerine che nel sud della Francia ha votato e vota per la dinastia Le Pen.

Per questo non ci si sorprende quando persone come Seema Takhan, la proprietaria del Pink Salon a Londra, di famiglia indiana, ammettono al “Guardian”: “Sì, l’immigrazione è tema importante per me. Quando la mia famiglia arrivò qui negli anni ’70 nessuno li aiutò. Dovemmo lavorare sodo per ogni piccola conquista. Ma ora è diverso. I nuovi immigrati arrivano qui e vivono grazie ai sussidi e nelle case finanziate dal Comune. E i loro figli vivranno anche loro di sussidi perché quel mondo è l’unico che conoscono.” Quindi Seema voterà Ukip, per la gloria del suo leader Nigel Farage che in campagna elettorale s’è fatto fotografare su un palcoscenico assieme a 40 immigrati di seconda generazione.

Ma ecco che arriva qualche sorpresa per l’Ukip e per Farage, che nelle ultime settimane aveva trasformato la sua campagna elettorale in un messaggio mirato più ai razzisti del British National Party che non ai Tories. Così, la sua “stella nascente” (Farage dixit) dei Giovani Indipendenti dell’Ukip, quella Sanya-Jeet Thandi appena 20enne che nei talk-show sbraitava in difesa delle idee libertarie del partito e sulla necessità di avere una politica più severa sugli immigrati ha fatto dietrofront e ha lasciato il partito: “L’Ukip sta scadendo in una forma di populismo razzista che non posso condividere,” ha dichiarato, “È una deriva orrenda. Così ho deciso di astenermi dal votare alle europee ed esorto i sostenitori dell’Ukip a fare lo stesso. Non posso condonare quella politica di ‘noi’ contro ‘loro’. Perché io sono ‘loro’.” Scelta tardiva, ma comunque una piccola spallata all’immagine vincente dell’Ukip, una punizione alla scelta tattica di Farage di flirtare con i razzisti dell’estrema destra perdendo qualche voto moderato tra gli  immigrati di seconda generazione. Una scelta che probabilmente pagherà in termini elettorali.

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A ridicolizzare la scelta populista è arrivata anche la notizia che l’immagine dell’operaio disoccupato che appare in centinaia di poster che tappezzano il Regno Unito per ricordare quanti posti di lavoro i britannici stanno perdendo a cause degli immigrati stranieri, in realtà è un attore. Non solo: è di nazionalità irlandese.

Ma questo difficilmente arginerà un ottimo risultato alle urne per l’Ukip di Farage.

(pubblicato su il Fatto Quotidiano il 17 maggio 2014)

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